Libera

Questo sei
Femmina?
contenitore ,
corpo
da fecondare
senza anima
senza scelta?

Utile solo
per la continuazione
della specie
del maschio?

l’unico a poter
lasciare ai posteri
se stesso
e il suo nome?

Auspico un giorno
in cui tu possa essere
quello che sei
madre o no
senza che nessuno
abbia a decidere per te,
Libera.

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Raus! Schnell!

Raus!

Fuori!

Schnell!

Veloce!

La sofferenza degli altri

mi si attacca addosso

con mani adunche

scheletriche

che non mollano

la presa.

Il dolore del mondo

misto

alle lacrime di Dio

che ha visto

le ceneri dei suoi figli

salire al cielo

ma non ha fatto niente,

per dimostrare

che non esiste

non c’è prova

più grande.

Raus!

Fuori!

Schnell!

Veloce!

Caos danzante

Io sono una persona disequilibrata.

Ho bisogno di crisi e di rinascita a ciclo continuo, non riesco a vivere una vita ordinata ed in equilibrio.

Ho bisogno di capodanni a volte settimanali, a volte quotidiani, a volte annuali, ho bisogno di avere nuovi stimoli, di fare mille progetti mentali che poi non porterò a termine, ho bisogno di conoscere nuove cose, di intraprendere nuove battaglie, di combattere le mie guerre eterne ed essere certa che ne avrò altre sempre diverse.

Vivo con la stanchezza arretrata, il letto disfatto e i capelli che non sono mai quelli che vorrei, ma in questa mia assoluta inadeguatezza al mondo, questa follia che è mia mi trovo a mio agio, non avrò mai la casa ordinata perché il caos che arreda la mia testa è così mio che non posso lasciarlo.

Milanleungranmilan

Milano, è una città che incanta, appena sbuchi dalla Metro fermata Duomo, perché te lo trovi davanti lì normalmente magnificente e no non te l’aspettavi che fosse lì ad accoglierti nel salotto buono a 1.50 € di biglietto del treno. È li sui binari del tram giallo così retrò che ti confonde con il suo caleidoscopio di colori, di suoni, di voci che ti fa perdere tra i palazzoni dalle scritte gigantesche e luminose, alzi la testa e vedi la volta della galleria, ma se abbassi lo sguardo vedi una ragazza senza casa che piange, forse per finta, per il suo cane malato. E giri intorno alla piazza una due dieci volte e vorresti sapere di più di questa capitale della nebbia, ma che ormai non è più ” nebbiun” di questa sorellina bruttina rispetto alla bonazza Roma, ma che ha un fascino che forse l’altra ha sbiadito nel tempo. “Milano a portata di mano
Ti fa una domanda in tedesco
E ti risponde in siciliano
Poi Milan e Benfica

Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
Che quando passa piange
E ci rimane male”

L.Dalla

Nevica

Scalpiccio,

crepitio

sotto la suola

è una melodia

per le orecchie

una vibrazione

che dai piedi

sale all’anima

facendo suonare

le corde della memoria.

Poi inizia il freddo

a risalire lungo le gambe

poi si irradia alle braccia

al volto, ma non al cuore

la ricordo

la gioia dell’infanzia:

è arrivata

la neve

Penso più che scrivere

Alberga in me un forte desiderio di storie, di leggere storie di scrivere storie. Anche io ho abbandonato il desiderio di grandezza come Carver dice di aver fatto verso i trenta, ma vive lo sento battere dentro di me questo desiderio di scrivere. Ma non mi chiamerò scrittore, perché gli scrittori non sono i chiunque, non sono quelli che pubblicano un libro, tanti forse anche troppi nel mondo e in Italia, scrittore è chi ti lega alle sue parole, ti fa innamorare, piangere, restare a bocca aperta: mi chiamerò così ragazza con connaturato desiderio di ascoltare con gli occhi con le orecchie storie e forse di riuscire a narrarne qualcuna.

Manco di pazienza sono deficitaria di attenzione

penso più che scrivere

Trieste

Trieste

Vile il gesto
di chi offende
l’ultimo
tra gli uomini
privandolo
dell’unica cosa
che possiede,
una coperta cenciosa
a proteggerlo
dal gelo dell’inverno
pari soltanto al freddo
che racchiude
il nostro grinzoso ammasso
di cellule cardiache.

Inverno

IMG-20190105-WA0003.jpgDell’inverno

mi piace il freddo

quando pizzica

sul naso

l’odore gelido

di fumo e ghiaccio

che cristallizza l’aria

mi piacciono

in inverno

gli alberi

dai rami secchi

che protendono

le loro braccia

raggrinzite

al cielo

invocando

una nuova

primavera.

La vigilia di Natale

La vigilia di Natale è quel luogo,

della magia

dei dieci anni

quando per te

tutto è plausibile

anche che dal cielo stellato

venga giù la slitta e i regali

e invece poi ti ritrovi ad incartare

una Barbie economica

per la tua sorellina

vigilia di ceppi scoppientanti

nel camino

di pasta con il sugo di baccalà e mollica

vigilia senza albero

ma con il presepe con l’acqua che scorre tra le pale del mulino

fatto da mio padre dalle mollette in

disuso ,nel tempo della sua villeggiatura

fatta in casa quando non poteva uscire

vigilia non patinata

senza luccichii

ma calda nei cuori

nei giorni più poveri

ma felici, di una felicità

inconsapevole Processed with VSCO with  preset

 

 

First sight

A volte

per vivere,

correre,

andare avanti

perdo i dettagli

come dimentico

le chiavi

o il portafogli,

in questi mesi

il mio percorso

sempre uguale

la stessa strada

strabordante di umanità

clacsonante

mai il mio sguardo

si era alzato

a incontrare

il profilo solido

delle montagne,

oggi l’incontro

solenne.