Mia madre

Quando penso

alle mani che lavorano

penso a mia madre

sempre con le mani “mbuse”

sempre operose

mai dome.

Le mani che pulivano

ogni giorni un vecchio

pavimento di cemento,

e pure se non era marmo di Carrara

ho imparato le maniere

a dire grazie, scusi, buongiorno, buonasera.

Le mani di mia madre

che preparavano l’impasto delle frittelle

e le cuocevano sul fuoco del camino

nei giorni di magra.

Mia madre

bella come

la vita

pure quando

è tosta.

 

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Il disordine delle cose( mie)

Ho capito

ma solo col tempo

da un po’ di tempo

che se un gatto

ti graffia

è la sua natura

quindi lascio correre

é insito nell’ordine

nell’ordine delle cose

che vadano come devono.

Io dalla mia con il disordine

delle mie cose

al quale poi tocca porre rimedio

sto qui

in attesa

seduta sul tappeto

tra i pensieri a lariulà

sempre in

eterna ricerca

di qualcosa che non so.

La giostra del male

Non servono sovrastrutture, non è  necessario fare una foto ad effetto, basta un letto disfatto, un lenzuolo stropicciato per il caldo per capire nel nano secondo in cui l’immagine arriva al cervello che Manzini non ti da scampo, te tocca leggere e non ci sono scorciatoie, neanche il tempo di rifarti il letto. Lo scenario umano più spregevole e turpe ti si para davanti fin dalle prime pagine, non c’è l’eroe positivo e pulito in questa giostra dei criceti, tutti i protagonisti di questa storia nera come la notte più scura ne escono a pezzi. La gente di tutti i giorni reale nella sua disumanità dal ministro al cassamortaro, anche la nonna vecchia e malata è una grandissima stronza. La morsa che ti stringe allo stomaco è la consapevolezza che la realtà quella che vivi non è diversa di quella descritta così bene in questo romanzo. In modo diverso da Camilleri ma con una scrittura potente e senza pietà Antonio Manzini è una delle penne più significative tra gli scrittori italiani, parola di lettrice. Ennesimo colpo vincente per la Sellerio.20180810_142911

Il metodo Camilleri

Per me l’estate entra nel vivo quando leggo il Montalbano di più fresca uscita.  Apro il libro è mi trasferisco armi e bagagli a Marinella, mi cuonzo il tavolino sulla verandina apro con trepidazione il forno o il frigo per sbirciare quali leccornie sono uscite dalle sapienti mani di Adelina e mi godo il giallo. Questo ultimo romanzo dell’incommensurabile Maestro Camilleri è un’opera di tiatro, e non per dire che una messinscena per babbi, il teatro ne è protagonista già dal titolo, il metodo Catalanotti, è un metodo alternativo al noto Staninslaskj, inventato dal protagonista catafero del nuovo caso che interessa il commissariato di Virata. Gli ingredienti e i protagonisti sono i soliti che io ritrovo sempre con l’affetto che ho per i miei familiari, c’è l’irrinungiabile Catarella,  l’efficiente Fazio, il fimminaro Augello, c’è Pasquano, seppure a notevole distanza c’é anche Livia ….e infine c’è Montalbano con le sue vicchiaglie, ma a cui la vita riserva una sorpresa inaspettata e che conferisce alle sue vicende un lirismo che forse non avevano mai avuto. Un libro bellissimo che consiglio non solo ai fan di questo commissario dal carattere “fituso” ma con un’impronta morale rigorosa nel lavoro, con uno smodato amore per il mangiari che la terra che lo ospita così generosamente elargisce. Il tutto condito da quella lingua un po’ siciliana un po’ mia cara che è il tocco distintivo del sapiente contastorie, che io amo follemente.

 

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Elogio di un artista

 

C’è stato il tempo dei miei vent’anni in cui la mia più grande passione è stata camminare per strada con le cuffie saldamente infilate nelle orecchie ad ascoltar le storie.

Queste storie parlavano di Marinella che visse un giorno soltanto come le più belle cose, di Teresa figlia di pirati, di Sally persa nel bosco, di John il suonatore che giocava con la vita, di Andrea che perse l’amore riccioli neri, di Franziska stanca d’aspettare, della fuga del Gorilla considerato un grandioso fusto, di Piero che non voleva vedere gli occhi di uomo che muore, di Princesa che voleva che il suo corpo le assomigliare, di Giovanna d’Arco che precedeva le fiamme cavalcando e poi è poi di Maria che volò sopra le case i cancelli gli orti le strade…e poi Michele, Angelina che intrecciava capelli con foglie d’ortica e le altre infinite storie che Faber ci ha raccontato.

Fabrizio de andré non era un cantautore era un narrastorie, uno scrittore ed un poeta, ed un uomo che aveva qualcosa da dire.

È stata la scoperta più straordinaria della mia vita, è stato il mio più caro amico, mio padre, mio fratello, l’amore più dolce.

Non ascolterò storie più magiche narrate da voce più suadente.

Lost in transalation

Persa tra le parole

di dialetti diversi

il Sud il centro e il Nord

della mia penisola

mi si confondono  nella mente

e nella lingua

rendendomi apolide

ed estranea benché vicina

e consapevole del luogo

di cui respiro l’aria,

di cui guardo il cielo

ma sempre a distanza

Appartengo a tutti questi posti

e a nessuno:

 

 

 

Il Dio delle piccole cose ( Charles Bukowski)

 

Sprezzo per gli azzimati

I perfetti con i capelli sistemati

Il conto in banca

La macchina fiammante

I weekend al mare

Mio fratello l’ho trovato in un ragazzo

brufoloso, emarginato nella sua stessa casa

Charlie il mio cuore è con il tuo

La tua sofferenza la sento fremere

Come la mia

La tua rabbia, la tua ribellione, la tua anarchia

Bottiglie di birra sparse sul pavimento della cucina

Cicche di sigarette strabordanti

Da posaceneri improvvisati

Mani ingiallite dal fumo

Voce arrocchita

Sensi attenuati

E pensieri

Pensieri ingarbugliati

Fitti

Senza sosta

E sensibilità nelle piccole cose

Amore racchiuso

In tutti quei versi

In tutti quei romanzi

In tutte le parole che non hai detto

Dio delle piccole cose raccontate da cuore a cuore

Magma

Oggi la rabbia è stata il mio modo di vivere

uno di quei giorni in cui vorresti essere

l’unico essere umano al mondo

ma il mondo non arresta il suo moto

anche se la lava trabocca e t’arriva al colmo

il mondo ti chiama, si insinua tra le pieghe

della tua esistenza

fino all’eruzione del magma

al centro della tua anima

Bum!