Firenze d’ estate

Firenze

caldo come ad agosto,

a giugno

sei vento poderoso

che rinfresca

e ti scompiglia i capelli.

Florence in the summer

says goodmorning

e non buongiorno.

Firenze marciapiedi

inaccessibili

giorno e notte.

Firenze

olezzo dei vicoli

e odore di gelsomino

nel giardino di Boboli.

Firenze

contraddizione

e bellezza

che quasi ferisce gli occhi.

Sei tornata

Entusiasmo

di cantare

il nuovo disco

con i finestrini

abbassati

il caldo che si appiccica

alla pelle

cuore leggero

che dimentica le sue malinconie

brezza lieve

sole che scotta sulla testa

asciugando i capelli bagnati

Estate finalmente

sei arrivata

ti aspettavo per

lenire il dolore

far finire la paura.

Le mie madri

Sono nata
da una madre
ma più madri mi hanno accudita
protetta, portata per mano,accompagnata.
La mamma quella della carne
mi ha raccontato la vita
attreverso le storia
di Pollicino
da allora lascio sempre
le briciole
che mi riportino al punto di partenza.
La madre dell’anima mi accompagnava
non lasciandomi mai la mano
e per questo sono cresciuta
con la fiducia nei miei passi.
Da adulta ho incontrato una madre
adulta che mi ha insegnato
il lavoro mostrandomi
il modo intenso in cui lei lo concepiva
e ogni giorno provo a ripercorrere il suo rituale.
Le mie madri non hanno differenze geografiche ripercorrono i loro gesti ancestrali
ad ogni latitudine
Le mie madri sono le donne
a cui devo i pezzi dell’ incastro
che mi compone la vita.

Prima vera

Sdraiata sul pavimento

la luce del sole

accompagnata da un cielo terso

di un azzurro vivido

puntellato di nuvole

bianche

entrava prepotente

dalle finestre aperte

ho sentito vibrare in me

la Primavera,

erano anni

che non la sentivo

così sprezzante

come un’ ondata di ottimismo.

Grovigli di rabbia

Ferma

sull’ orlo

di pensieri

aggrovigliati

come nodi tra i cappelli ,

i miei,

che non vogliono ubbidire al pettine

e che non sentono le ragioni

di quelli che mi consigliano

ripetutamente di tagliare.

Ingarbugliate le budella

dove le mie emozioni

si annidano

e mi dolgono.

Spasmi.

Paura mista a rabbia

perché l’ unico modo

che conosco per reagire alla vita

è incazzarmi.

Primavera anticipata

Sono spine

che premono dietro le palpebre

le lacrime rabbiose

che vorrebbero

spingersi giù dai miei occhi.

Sento un’ incessante

voglia di silenzio,

di allontarmi

dalle inezie

delle cose che per voi

sembrano avere

tanta importanza.

In questa spaventosa

dolce

primavera

arrivata

troppo in anticipo.

L’ assedio di Kyiv

Dopo il lavoro

torno a respirare

l’ aria fuori,

da più di un mese

è un anno nuovo,

non mi aspettavo i carriarmati su Kyiv.

Non so immaginare il suono acuto

di una bomba

lanciata da un missile,

non voglio aver confidenza

con questa terminologia della guerra,

eppure.

Eppure nascosti

nei bunker di fortuna

tra i sotterranei della metropolitana

dove potremmo nasconderci

quando ad un nuovo folle

verrà la smania di conquistare

tutto il mondo

come faremo ad impedirglielo?

Stupida è la Storia

perché è fatta da uomini stupidi

che ripetono sempre

lo stesso errore.

Eppure a morire siamo tutti noi.

Preludio del mattino

Che il mondo è bello

lo percepisco ad occhi chiusi

in questo preludio

del mattino

l’ aria dolce

mi costringe a scacciare

le coltri

come fosse di già primavera

o la prepotente estate

nel mezzo di un inverno

che sembra lontano

nella forma

ma inevitabile nella sostanza

di un pianeta a cui

abbiamo invertito

l’ ordine naturale

sento la guerra

che incombe

il mio cuore sa quanto

gli altri uomini siano

la più grande sciagura

che mai potesse

capitare agli altri uomini.